domenica 3 ottobre 2010

sabato 11 settembre 2010

Direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia...


Buonasera, va in onda il nulla.

Migliaia di persone dicono addio al direttorissimo e ai suoi servizi sui cani da slitta, su come si diventa maggiordomi e sulle dentiere. Ma soprattutto i telespettatori fuggono dai suoi editoriali. Solo martedì sera, quando il direttore-leccapiedi Minzolini metteva in guardia il Capo dello Stato sul rischio di eventuali ribaltoni, 400mila telecomandi spegnevano la televisione o si sintonizzavano sul telegiornale di Enrico Mentana. Secondo Gad Lerner, che dieci anni fa ha diretto il TG della rete ammiraglia, gli editoriali servono a sollevare grandi temi di opinione, non per dettare la linea del premier, “è stato usato per fare bau”. Marco Travaglio però aggiunge che anche Minzolini ha perfettamente il diritto di dire come la pensa. Il fatto che le sue parole coincidano alla perfezione con quelle di Berlusconi non può scandalizzare. Se non coincidessero, non sarebbe mai stato nominato. Il problema è che il giornalista mette in onda un prodotto avvilente per chi lo fa e per chi lo vede, in cui le notizie vengono sistematicamente falsificate o coperte con notizie fasulle o non notizie. Così il giornale di Rai Uno perde un milione di spettatori in un anno. Ma il direttore resta in sella, coccolato e difeso dal numero uno di Viale Mazzini Mauro Masi.

domenica 5 settembre 2010

mercoledì 1 settembre 2010

martedì 27 luglio 2010

25 luglio 2010 - Festa di San Nicola (Patrono di Brucoli)

La suggestiva processione di San Nicola - Patrono di Brucoli - per le vie della piccola frazione di Augusta. La statua del Santo viene fatta salpare su una barca per fare il giro del porticciolo di Brucoli, al fine di benedire l'intero paesello.

lunedì 19 luglio 2010

Il diritto alla parola. In ricordo del giudice Paolo Borsellino.

La fiaccolata riporta alla mente di alcuni di noi un'altra, immensa, fiaccolata che attraversò Palermo nei giorni tragici tra il 23 maggio e il 19 luglio 1992. Tra Capaci e Via D'Amelio. Era Paolo Borsellino ad aprire quella fiaccolata, lo sguardo lucido,triste ma fermo e dietro una marea di palermitani che si erano stretti attorno alle avanguardie di quella bellissima epopea della legalità. Erano i giorni nei quali un potere occulto e criminale, dopo aver eliminato Falcone, doveva abbattere l'ultimo ostacolo a quella ignobile trattativa finalizzata a salvaguardare la vita e il potere di vecchi e nuovi referenti politici ed economici di Cosa Nostra. Fu proprio al termine di quella enorme fiaccolata che Paolo Borsellino prese la parola. Un silenzio surreale lo avvolgeva mentre iniziava a parlare per "ricordare Giovanni e i Giuda che lo avevano tradito. Paolo concluse quella magnifica "orazione civile" con parole fortissime e sprezzanti, tra gli applausi e le lacrime della folla, verso chi "aveva perduto per sempre il diritto alla parola". Sarebbe bello non dover scorgere, tra tante facce amiche, qualche presenza stonata: ad esempio tutti coloro che sui temi della verità e giustizia sulle stragi e sul rapporto mafia politica non hanno assunto comportamenti rigorosi e coerenti. E sopratutto non vorremmo scorgere chi ha appassionatamente solidarizzato con condannati per mafia esaltatori di mafiosi eroici o con chi resta attaccato alla poltrona nonostante i mandati di cattura per associazione camorristica. Più in generale non ci piacerebbe vedere le facce di chi, da posti di responsabilità politica, non perde occasione per attaccare la magistratura compresa quella che,irriducibilmente, cerca ancora verità e giustizia su quelle stragi e pretende di individuarne esecutori e sopratutto mandanti. In una parola, ci piacerebbe che si astenessero dal partecipare tutti quelli che, per dirla con Paolo Borsellino, hanno perduto per sempre "il diritto alla parola".

Paolo Borsellino si reca a Villagrazia per rilassarsi. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti. Dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico: l'esplosione di un'autobomba sotto la casa di via D'Amelio strappa la vita al giudice Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta. E' il 19 luglio 1992. Con il giudice perdono la vita gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, prima donna poliziotto a essere uccisa in un attentato di mafia.

sabato 10 luglio 2010

Tracce del concorso in magistratura 2010

Traccia di diritto civile
La nullità parziale del contratto: integrazione e sostituzione di clausole contrattuali. Ambito e limiti dell'intervento del giudice.

Traccia di diritto amministrativo
L'autotutela amministrativa con particolare riferimento alla dichiarazione di inizio attività.

Traccia di diritto penale
La successione di leggi penali nel tempo con riferimento alla recidiva ed alla prescrizione.

venerdì 11 giugno 2010

Dossier L'Aquila: infiltrazioni, ruggine e lavori a metà; quelle case fanno acqua!

Dai garage allagati alle ringhiere montate al contrario: tutte le magagne scoperte dai tecnici del Comune. "A soli 90 giorni dalla consegna segni di deterioramento inaccettabili".

L'AQUILA - Se il Progetto C. a. s. e. (Complessi antisismici ecocompatibili) doveva essere un "miracolo", il miracolo è di quelli che cominciano a fare acqua (per altro, non per modo di dire). E a documentarlo, a neppure novanta giorni dalla definitiva consegna agli sfollati degli 85 edifici antisismici costati alle casse del Paese 803 milioni di euro, sarebbe in fondo sufficiente questo epitaffio: "Si rendono evidenti segni di deterioramento degli edifici inaccettabili". Il giudizio è in una articolata relazione del marzo scorso di una sessantina di pagine, corredata da un centinaio di fotografie e redatta dagli ingegneri dell'Ufficio Tecnico del comune de L'Aquila a conclusione di due mesi di certosini sopralluoghi in ogni angolo di quelle costruzioni. Piastra dopo piastra, ballatoio dopo ballatoio, garage dopo garage. Ringhiera dopo ringhiera.

"Questo ufficio - si legge nell'incipit del documento ("Relazione sullo stato dei fabbricati del progetto C. a. s. e.") - ha potuto riscontrare alcune criticità. E le problematiche più evidenti riguardano perdite nelle tubazioni dei garage". Le foto scattate dagli ingegneri sono nitide quanto e più delle parole. Dai rivestimenti in cemento e talvolta dalla base dei pilastri che sostengono le piastre antisismiche si allargano lingue d'acqua lercia in cui galleggiano rifiuti di cantiere e macchine in parcheggio. E, in qualche caso, i fiotti hanno cominciato ad allagare anche ballatoi e piani bassi degli edifici. "Alcune ditte - chiosano gli ingegneri - per ovviare al problema, hanno escogitato soluzioni artigianali, costruendo contenitori in acciaio e tubazioni di scolo a vista, eludendo palesemente la riparazione della causa delle perdite". Insomma, ci si arrangia con "il secchio", comunque con pezze peggiori del buco. Anche perché l'acqua non è il solo problema. "Nei garage - proseguono i tecnici - si evidenzia la mancanza quasi generalizzata dei corollari antifuoco nelle colonne di scarico, con grave pregiudizio per il rispetto delle norme antincendio. In aggiunta, sono stati riscontrati: a) l'assenza di rivestimento coibente delle tubazioni esterne o la sua installazione precaria; b) lavori molto approssimativi nei rivestimenti con finitura in alluminio delle tubazioni; c) collegamenti elettrici e telefonici con cavi penzolanti o addirittura appoggiati a terra senza protezione".

Non va meglio, a quanto pare, neppure con gli standard di sicurezza degli edifici. "In diverse palazzine - documenta la relazione - sono stati installati parapetti in ferro o legno con listelli orizzontali facilmente scavalcabili dai bambini. In alcuni casi, sono stati lasciati pericolosamente dei vuoti nel giunto di separazione tra la piastra e i vani scala esterni per l'accesso ai garages. In altri fabbricati, i vani scala esterni presentano pericoli da urto, a causa dei pianerottoli costruiti con profilati in ferro a spigoli vivi. Nei percorsi pedonali tra i garage e gli appartamenti, sono stati riscontrati lavori incompleti nelle pavimentazioni con rischio per le persone anziane o i non deambulanti". Fino a un paradosso, se si pensa alle polemiche sulla qualità del cemento che ha accompagnato la tragedia aquilana. "In un caso, la struttura in cemento armato del vano ascensore palesa carenze nella qualità del calcestruzzo".

E non è finita. Con i vizi di costruzione, "a pochi mesi dalla consegna degli appartamenti agli sfollati, si rendono evidenti segni di deterioramento inaccettabili. Ad esempio: ringhiere e passamano già arruginiti o sverniciati, macchie nelle tinteggiature esterne, mancanza di battiscopa intorno ai fabbricati". Per carità, gli ingegneri del Comune convengono che "la velocità di esecuzione dei lavori, può giustificare alcune disfunzioni". E però, "è altresì vero - scrivono - che in alcuni casi si contrappongono fabbricati completati egregiamente ed altri con problematiche serie da risolvere". Domanda: da chi? E con quali soldi?

Il 31 marzo scorso, la gestione degli 85 edifici è passata proprio al Comune de L'Aquila. Gli ingegneri suggeriscono che siano le ditte appaltatrici a farsi carico di riparare ciò che si è rotto. E a consegnare finalmente e non a metà ciò che gli è stato pagato per intero. Mentre il sindaco Massimo Cialente, proprio ieri, ha affidato il suo ennesimo disperato messaggio in bottiglia all'indifferenza del Governo. Nelle casse del Comune sono rimasti 122 milioni di euro. Una briciola di fronte ai 400 milioni necessari per la sola "assistenza agli sfollati, i puntellamenti, l'emergenza abitativa". Perché, che lo si voglia o no, ci sono ancora mille famiglie che non hanno un tetto. Quale che sia.