venerdì 13 novembre 2009

Nel nome del Padre... o dell'ignoranza?

In questi giorni non si è parlato di altro che di un argomento: crocifisso si, crocifisso no. Una normale azione giudiziaria portata avanti da una famiglia italiana ha suscitato uno scalpore tale da far tremare la politica, gli altari, i muri delle aule scolastiche e i vari interessi di parte. Due rispettabilissimi genitori atei, il cui figlio - rispettabilissimo ateo anch'egli - frequentava un istituto scolastico nella cui aula era affisso un crocifisso, hanno esperito ricorso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo affinchè venisse rimosso il simbolo della religione Cristiana Cattolica Apostolica Romana da quell'aula scolastica, perchè ritenuto poco confacente ad un luogo prettamente istituzionale, che di simboli religiosi, politici e di parte non ne dovrebbe esaltare alcuno. Il populismo dilagante dei mass media e della stampa ha subito trovato terreno fertile per alimentare vespai e tizzoni ardenti, e così si sono create le due tifoserie tipiche che sorgono quando bolle in pentola qualcosa di grosso: i "pro" e i "contro". Alcuni - i nuovi crociati (?) - si sono schierati "pro" crocifisso, inveendo contro tutti coloro che si fossero anche minimamente azzardati a sfiorare il sacro simbolo appeso ai muri dei vari istituti, scolastici e non; altri, emulando Saladino, hanno fatto quadrato, hanno schierato la falange macedone e hanno cercato di respingere l'VIII crociata! Nei vari rotocalchi che inquinano settimanalmente la televisione italiana abbiamo assistito a scene pietose ed invereconde: magistrati, invitati come ospiti per esporre il lato meramente giuridico della questione, che venivano schifosamente offesi e considerati ignoranti da degli improvvisati depositari della cultura; persone comuni e sindaci scesi in piazza che sbandieravano crocifissi di qualsivoglia foggia come se sventolassero gagliardetti dell'Inter o della Juventus; esponenti politici nazionali, tra cui anche il Presidente del Consiglio, che invitavano tutti a "disobbedire" ad una legittima e autorevole sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (sentenza che - ricordo - ha pienamente forza e vigore nel nostro territorio perchè quei politici, che oggi tanto si infastidiscono, hanno aderito al Trattato dell'Unione Europea che cede delle fette di sovranità del nostro ordinamento a favore dell'ordinamento comunitario sovranazionale, quello europeo appunto).
Ma quello che mi suscita più idignazione - da cristiano cattolico apostolico romano, quale io mi ritengo di essere - è proprio questo: può un legittimo ricorso, fondato su legittime pretese e rispettoso di uno dei più importanti pilastri del nostro ordinamento costituzionale (cioè, la libertà di "tutte" le religioni), far accendere così tanto gli animi, facendo spuntare un po' dappertutto, come funghi, "probi difensori" di un credo e di un simbolo che fino a questo momento consideravano solamente un accessorio da parete, e nient'altro? Proprio dai più, dai nuovi "crociati" - come magari desidererebbero essere chiamati -, dagli strenui difensori di Gesù e dei valori che Egli fino alla morte ha professato, si alzavano grida di odio, offese, insulti, maleducazioni a difesa della "loro" religione cristiana, a difesa del "loro" simbolo. Credo che qualcosa non mi sia chiaro: questi modi, queste affermazioni, queste invettive non cozzano proprio con i valori e i contenuti che questa gente professa di difendere?
E non solo: magari questa gente si limitasse solamente a difendere - anche se con modi medievali - questi valori! V'è di più. Essi screditano, offendono, denigrano i simboli e i principi delle altre religioni, perchè hanno davanti gli occhi il velo di ignoranza che li porta a considerare il Cristianesimo quale unica e accettabile religione, poiché gli altri culti tamquam non essent. Ora, io non so cosa possa pensare in questo momento Maometto, il quale si è visto attribuire addirittura l'epiteto di "pedofilo", ma di una cosa sono certo: in questi giorni, lassù, Gesù si è vergognato.
Luca

venerdì 6 novembre 2009

Niente fondi alle forze dell'ordine!

Maroni: «Pronti a votare con l'opposizione». Bossi: «Farà quello che dico io».

«Sulle risorse alla sicurezza non c'è vincolo di maggioranza che tenga», dice Roberto Maroni. Una vera e propria sfida che il ministro leghista lancia al ministro dell'economia Giulio Tremonti. Con tanto di minaccia di votare con il Pd. Ma Maroni corre subito a rimettere a posto il suo delfino. «Maroni l'ho allevato io quando era ragazzino e quindi farà ciò che dice la Lega - spiega, alterato, Bossi al termine del funerale della poetessa Alda Merini nel Duomo di Milano -, la Lega mantiene la parola: abbiamo fatto le elezioni con Berlusconi, non con l'opposizione». «Per avere i fondi tratteremo con il ministro Tremonti».

Partecipando alla presentazione del sindacato di polizia, Maroni fa corpo con le richieste che vengono dalle organizzazioni sindacali. «Ho chiesto al capo della polizia di definire le richieste per gli anni 2010, 2011 e 2012. Poi ho mandato una lettera, il 22 settembre scorso, al Presidente del consiglio dei ministri chiedendo per il 2010 1,1 miliardi di euro in più. Per noi si tratta di richieste inderogabili, ineludibili, sono un'assoluta necessità».

Maroni si chiede poi se il governo ritenga «che si tratti di cifre impossibili. Non lo so - risponde - ma visto che si parla tanto di scudo fiscale... qui il problema è che la sicurezza deve essere al primo punto dell'agenda di governo non solo in termini di risultati ma anche in termini di fondi destinati». Da questo punto di vista, il titolare del Viminale raccoglie l'invito di Pierferdinando Casini a costruire una «lobby trasversale in parlamento» per raggiungere questo fine. «Purtroppo non sono io a decidere - spiega - è il governo, è il ministro dell'economia. Ma io sono quello che se le cose vanno male prende i pomodori. E io sono uno che si assume in pieno le responsabilità, senza illudere nessuno».

Sulla finanziaria, per le forze dell'ordine, conclude dunque, il governo è avvertito. «Ci sarà una battaglia forte in parlamento da parte mia e della Lega. Rivolgo un invito a tutte le forze in parlamento e intanto raccolgo positivamente quello di roasini a collaborare su questo tema», dice Maroni.
(L'Unità, 6 novembre 2009)

Sulla sentenza della C.E.D.U.


giovedì 5 novembre 2009

L'arte micenea

Il rapporto tra Creta e le città della terraferma ellenica fu molto intenso; ma profondamente diverso è il terreno sociale su cui si sviluppa la civiltà descritta nei poemi omerici. Il fondamento delle monarchie che governano le città-stato elleniche è ancora patriarcale, ma agitato da fosche tragedie dinastiche e famigliari: comune, però (e lo prova la coalizione degli achei contro Troia) è l'aspra volontà di lotta contro gli ultimi capisaldi dell'espansione asiatica nel Mediterraneo.
Annidata sul monte e cinta da mura ciclopiche, Micene, la città degli Atridi, era insieme reggia e fortezza. Si accedeva alla cittadella per una via fortificata incassata tra muri guarniti di opere difensive, che terminava con la porta dei Leoni (v. foto), formata da quattro monoliti e sormontata da un fastigio triangolare, con due leoni rampanti e, nel mezzo, il fusto di una colonna. Fuori delle mura è il cosiddetto tesoro di Atreo, in realtà una tomba a tholos (a pianta circolare con una volta conica) di grandi dimensioni. È una costruzione scavata nel monte, e vi si accede da un dromos e da una porta simili a quelli della cittadella. La volta è formata da anelli di blocchi sporgenti, che vanno restringendosi verso l'alto, tenuti insieme dalla pressione del terreno. È uno spazio cavo senza luce: è la triste dimora dei morti, quasi l'immagine architettonica dell'Ade.
Il rapporto dell'arte micenea con quella cretese è dimostrato dalle pitture murali di Tirinto, dallo stile delle ceramiche e delle oreficerie. Le tazze auree di Vaphiò sono prossime, per l'improvvisazione plastica e narrativa, ai rilievi cretesi; ma il modo di sbalzare la lamina d'oro rendendola estremamente sensibile alla luce e quasi dilatandola nello spazio è proprio della oreficeria micenea, quale ci è nota da un'ampia serie di oggetti (pettorali, placche etc.) e, specialmente, dalle maschere funerarie, in cui lo stesso splendore della materia accresce la tremenda fissità dei volti.


«Accadde oggi...» - 5 novembre

I fatti del 5 Novembre:

1895 - George Seldon riceve il brevetto per l'invenzione dell'automobile.
1895 - Il fisico tedesco Wilhelm Conrad Rentgen scopre i raggi X. La prima radiografia ufficiale eseguita è quella della sua stessa mano.
1930 - A Los Angeles si tiene la terza edizione della notte degli Oscar.
1940 - Il poeta e scrittore Ernest Hemingway si sposa per la 4a volta. Questa volta con Martha Gellhorn.
1946 - Con l'elezione al Congresso, inizia la carriera politica del 29enne John Fitzgerald Kennedy.
1955 - Apre ufficialmente il Teatro dell'Opera di Vienna in Austria, a celebrazione della fine di 17 anni di occupazione straniera.
1956 - Aerei militari britannici e francesi iniziano ad atterrare in Egitto durante il conflitto con Israele per il Canale di Suez.
1963 - Il governo presieduto da Giovanni Leone presenta le dimissioni.
1973 - Scoperta a Sanremo una organizzazione che costituiva finanziarie per una società farmaceutica fantasma, di cui non sono mai state emesse azioni. Truffati oltre 10 miliardi di lire.
1975 - A Firenze si conclude il congresso del Partito Radicale. Nella risoluzione conclusiva c'è la proposta di conferderarsi al Partito Socialista Italiano.
1976 - Tragico nubifragio su Trapani. Muoiono 4 persone, molti risultano dispersi, ingenti i danni.
1989 - Muore 85enne a New York, uno dei pianisti più acclamati al livello mondiale, Vladimir Horowitz.
1989 - Si spegne Enzo Trapani, regista dei maggiori spettacoli di varietà della televisione.
1994 - L'ex presidente americano Ronald Reagan rende noto di essere affetto dal morbo di Alzheimer.
1996 - 2° mandato per Bill Clinton, che viene rieletto presidente degli Stati Uniti d'America.
1999 - La Microsoft viene riconosciuta colpevole di monopolio. Secondo il giudice, il gigante del software non ha rispettato le regole di concorrenza danneggiando i consumatori.
1999 - Papa Giovanni Paolo II arriva in India per la prima visita ufficiale pontificia dopo 13 anni.


Sono nati oggi:

1904 - Bruno Cavalieri Ducati (fondatore della Ducati Motor).
1913 - Vivien Leigh (attrice: Oscar per "Via col vento" nel 1939 e "Un tram chiamato desiderio" nel 1951).
1915 - Walter Molino (disegnatore e illustratore).
1931 - Ike Turner (musicista e cantante del duo Ike & Tina Turner: Proud Mary).
1941 - Art Garfunkel (cantante del duo Simon & Garfunkel: "Mrs Robinson", "The sounds of silence").
1943 - Sam Shepard (attore: "Il rapporto Pelican", Zabriskie point", "Paris Texas").
1955 - Roberta Paladini (doppiatrice di Demi Moore, Debra Winger, Rosanna Arquette).
1959 - Bryan Adams (cantante: "Summer of 69", "Everything I do").
1963 - Tatum O'Neal (attrice: Oscar per "Paper moon - Luna di carta" nel 1973).
1965 - Agnese Nano (attrice: "Nuovo cinema Paradiso", "Pronto Soccorso").

mercoledì 4 novembre 2009

Il crocifisso esce dalle aule scolastiche.

La Corte europea dei diritti dell'uomo accoglie la denuncia di una madre.
Il ministro Gelmini attacca. Bersani: "E' una tradizione inoffensiva".

Strasburgo, no al crocifisso in aula.
Il governo italiano presenta ricorso.
Dura reazione della Santa Sede: decisione "miope e sbagliata".


«ROMA - La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni". E' quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo su istanza presentata da una cittadina italiana. Ma il governo italiano ha presentato ricorso e, in caso di accoglimento, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Altrimenti la sentenza diventerà definitiva fra tre mesi. Durissime le prime reazioni, soprattutto nel centrodestra tra i cattolici. La Cei e il Vaticano attaccano. Prudente Bersani.

Risarcimento per la donna che ha denunciato. Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia e socia dell'Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti). L'Unione precisa di aver "promosso, sostenuto, curato tecnicamente l'iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato". Soile Lautsi, infatti, nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme, in provincia di Padova, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano debba pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. La sentenza è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.

La decisione della Corte europea. I sette componenti della Corte europea hanno sentenziato che la presenza dei crocifissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente "segno religioso" e, dunque, potrebbe condizionarli. E se questo condizionamento può essere di "incoraggiamento" per i bambini già cattolici, può invece "disturbare" quelli di altre religioni o gli atei.

Le reazioni della maggioranza. In attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza, il governo italiano ha già presentato ricorso. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, "la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione". Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e quello della Giustizia Angelino Alfano. E' critico il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni, che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana".

L'opposizione. E' cauto il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto". E l'esponente Udc Rocco Buttiglione parla di "decisione aberrante".

Il mondo cattolico. Netta anche la reazione della Cei, che in una nota parla di "sopravvento di una visione parziale e ideologica". Per l'Osservatore Romano "tra tutti i simboli quotidianamente percepiti dai giovani la sentenza colpisce quello che più rappresenta una grande tradizione, non solo religiosa, del continente europeo''. E in serata, a nome della Santa Sede, parla padre Federico Lombardi, secondo cui la decisione rivela un'ottica "miope e sbagliata", "accolta in Vaticano con stupore e rammarico. Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all'identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano".

I precedenti in Italia e Spagna. L'ultimo round dell'annosa polemica sui crocifissi a scuola si era chiuso a febbraio, quando una sentenza della Cassazione aveva annullato una condanna per interruzione di pubblico ufficio nei confronti del giudice Luigi Tosti, "colpevole" di aver rifiutato di celebrare udienze in un'aula dove era affisso un crocifisso. Fino al precedente che fece clamore del presidente dell'Unione musulmani d'Italia Adel Smith, protagonista di un episodio analogo e che ora commenta: "Sentenza inevitabile".

La questione non coinvolge solo il nostro Paese. Duri scontri tra Stato e vescovi sono avvenuti anche in Spagna nel novembre dello scorso anno, in seguito a una decisione di un giudice di Valladolid di far rimuovere tutti i simboli cattolici da una scuola».
(La Repubblica, 4 novembre 2009)

«Accadde oggi...» - 4 novembre

I fatti del 4 Novembre:

1879 - Nello stato americano dell'Ohio viene brevettato il registratore di cassa.
1862 - Viene brevettata la mitragliatrice, spara 350 colpi al minuto. Opera dell'ingegno del medico americano Richard Gatling.
1918 - In tutta Italia si festeggia la fine della I Guerra Mondiale. Viene decisa per questa data la celebrazione della Vittoria e delle Forze Armate.
1922 - In Egitto viene scoperto l'ingresso alla tomba del farone Tutankhamon.
1956 - Le truppe dell'Armata Rossa entrano in azione per reprimere la rivoluzione ungherese.
1961 - Iniziano le trasmissioni del secondo programma televisivo della RAI.
1966 - Il fiume Arno rompe gli argini e straripando provoca l'alluvione di Firenze.
1973 - Il ministro del Lavoro Bertoldi convoca le parti per dirimere la vertenza che ha spinto i medici a proclamare uno sciopero di 3 giorni con disagi gravissimi per i malati.
1974 - Tra misure di sicurezza eccezionali dopo le proteste violente dei giorni scorsi, arriva a Roma il segretario di stato americano Henry Kissinger.
1977 - Pietro Corsini viene nominato nuovo comandante dell'arma dei Carabinieri, dopo la morte del generale Mino avvenuta alcuni giorni fa quando il suo elicottero è precipitato nei pressi di Catanzaro.
1979 - L'ambasciata americana a Teheran viene occupata da studenti iraniani seguaci dell'Ayatollah Khomeini. Reclamano l'estradizione dell'ex scià, ricoverato in una clinica statuinitense. Prendono in ostaggio 65 persone.
1980 - Con un ampio margine sull'avversario Jimmy Carter, l'attore Ronald Reagan vince le elezioni: è il 40esimo presidente degli Stati Uniti.
1995 - Il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin viene assassinato da un estremista israeliano a Tel Aviv. Aveva 73 anni.


Sono nati oggi:

1916 - Walter Cronkite (giornalista, reportage guerra del Vietnam).
1923 - Alfred Heineken (fondatore della fabbrica di birra Heineken) .
1928 - Sandro Ciotti (giornalista, telecronista, commentatore sportivo).
1969 - Puff Daddy (rapper e produttore discografico).

martedì 3 novembre 2009

L'arte minoica

Essendo appassionato di storia dell'arte, apro questa nuova rubrica, «Arte in pillole», dove pubblicherò miei appunti e studi personali su vari temi e argomenti di storia dell'arte italiana e mondiale. Iniziamo con l'arte minoica.

I popoli che abitano le isole e le coste del Mediterraneo, e specialmente dell'Egeo, sono diversi dai popoli asiatici per origini, culti, tradizioni e modi di vita. Il mare è una difesa naturale e una via di comunicazione; nelle isole egee si formano piccoli stati, la cui prosperità economica è dovuta alla fertilità del suolo, alla raffinata produzione artigianale, alla frequenza dei traffici. Creta è il cuore della civiltà minoica (dal mitico re Minosse), ma caratteri affini o dipendenti si trovano in tutta l'area dell'Egeo e del Mediterraneo centrale. Cronologicamente la civiltà cretese occupa quasi tutto il terzo e il secondo millennio a.C.; la sua massima fioritura è tra il 2000 e il 1400. Ad una prima fase di splendore, in cui l'isola è divisa nei due stati di Cnosso e di Festo, segue verso il 1700 una crisi di cui si vedono i segni nelle rovine dei più antichi palazzi distrutti e incendiati; la seconda, in cui Cnosso domina tutta l'isola, termina verso il 1400 con le invasioni armate di popoli della costa ellenica.
Gli scavi condotti al principio del nostro secolo hanno riportato alla luce i resti dei grandi palazzi reali di Cnosso e di Festo e della villa reale di Haghia Triada (v. foto).


I palazzi non avevano cinte fortificate; sorgevano su alture vicino al mare modellandosi sul declivio del colle con un succedersi di terrazze e gradinate; gli ambienti erano raggruppati intorno a grandi cortili; i vestiboli e le sale maggiori avevano pilastri di pietra o di legno ristretti (rastremati) verso il basso. Oltre agli ambienti di rappresentanza, v'erano luoghi destinati alle varie funzioni di governo, agli spettacoli e ai giochi ginnici, magazzini e laboratori artigiani. Il palazzo era dunque il centro vitale, non solo del potere politico-religioso e dell'amministrazione, ma anche della produzione e del commercio: ciò prova che la monarchia cretese aveva già il carattere patriarcale che si ritroverà nelle città-stato greche. Molte sale del palazzo erano decorate con grandi pitture murali: le immagini, piatte e profilate, avevano tinte chiare e luminose entro contorni stilizzati, ritmici. La varietà dei temi, la mancanza della gravità rituale delle figurazioni asiatiche, l'andamento più libero delle linee e l'accordo dei colori dimostrano che l'immaginazione degli artisti è già aperta verso gli orizzonti di una mitologia fondamentalmente naturalistica.
Nella ceramica v'è un primo stile, detto di Kamares, a figure geometriche dai colori brillanti: spirali, cerchi, curve riprendono sulla superficie e sviluppano coloristicamente la curvatura del vaso, come se il pittore volesse comunicare la forma dell'oggetto allo spazio circostante. Più animate e naturalistiche sono le figurazioni dello stile di cui è esempio famoso la brocchetta di Gurnià (v. foto).



In essa, tutta la decorazione è risolta con l'immagine di un polpo che avvolge con le lunghe spire dei suoi tentacoli il corpo del vaso. L'andamento mollemente ondulato del segno alterna i chiari e gli scuri con un ritmo irregolare che visivamente deforma la simmetria stessa del vaso, come veduto nella trasparenza dell'acqua. Anche l'invenzione del polpo, sebbene discenda dalle decorazioni zoomorfiche orientali, è nuova: è un essere "vivo" che s'impadronisce dell'oggetto e suggerisce, intorno ad esso, uno spazio diverso dal reale, immaginario. L'oggetto è sempre un vaso, con la sua funzione pratica: ma è anche un episodio, un fatto che accade sotto i nostri occhi, un momento dell'esistenza.
Lo stesso può dirsi della scultura, rappresentata da statuette votive di terracotta colorata o di bronzo, d'un modellato sintetico e quasi improvvisato, sensibilissimo ai giochi della luce, nonché dai rilievi sui vasi di steatite, con figure che sembrano prese dal vero e ravvivate da accenti caricaturali: siamo ormai in un mondo in cui l'idea del divino si associa alla realtà della vita e tocca, col tema dominante della Dea Madre, i sentimenti popolari (la fecondità della donna e della terra; i costumi cittadini; i giochi).

«Accadde oggi...» - 3 novembre

I fatti del 3 novembre:

1493 - Cristoforo Colombo sbarca su un'isola nelle Antille tra Martinica e Guadalupa. La battezza Dominica.
1867 - Sconfitta per le camicie rosse di Garibaldi, a Mentana. Appresa la vittoria, il ministro francese dice: "L'Italia non entrerà mai a Roma".
1903 - Panama dichiara la propria indipendenza dalla Colombia.
1918 - Mentre gli italiani entrano a Trieste e Trento, il comando austriaco firma l'armistizio, chiudendo la I Guerra Mondiale, costata la vita a quasi 700.000 italiani.
1952 - Per la prima volta viene immesso in commercio il pane surgelato, invenzione di un panettiere che ha deciso di utilizzare un sistema di congelamento rapido sviluppato da Clarence Birdseye. Il fatto avviene in un supermercato di Cheste, negli Stati Uniti.
1957 - L'Unione Sovietica lancia lo Sputnik 2. A bordo c'è il cane Laika, il primo animale, nonchè primo essere vivente nello spazio.
1957 - Muore una delle voci più amate dagli italiani nel dopoguerra. Il tenore Beniamino Gigli: aveva 67 anni.
1970 - Salvador Allende viene insediato alla presidenza del Cile.
1976 - A Villa Madama, a Roma, il presidente del Consiglio Giulio Andreotti apre il vertice economico.
1977 - Piogge torrenziali in Grecia causano una violenta inondazione che si abbatte su Atene e Il Pireo, provocando 10 morti.
1979 - Il presidente cinese Hua Guofeng arriva a Roma, accolto dal primo ministro Francesco Cossiga.
1992 - Viene eletto il successore di George Bush alla presidenza degli Stati Uniti, è Bill Clinton.
1995 - Il tifone Angela si abbatte sulle Filippine uccidendo circa 900 persone.


Sono nati oggi:

1801 - Vincenzo Bellini (compositore: "Norma").
1908 - Giovanni Leone (presidente della Repubblica Italiana 1971-78).
1921 - Charles Bronson (attore: "La sporca dozzina").
1931 - Monica Vitti (attrice: "L'anatra all'arancia", "Tango della gelosia").
1938 - Pupi Avati (regista: "Regalo di Natale", "I cavalieri che fecero l'impresa", "Il testimone dello sposo").
1948 - Lia Tanzi (attrice: "La stanza del vescovo", "Mia moglie è una strega").
1952 - Teresa De Sio (cantante: "Voglia e turnà", "Aumm aumm").
1963 - Afef Jnifen (modella, presentatrice tv).
1964 - Cristina Parodi (giornalista e conduttrice tv: "Verissimo").
1964 - Milly D'Abbraccio (attrice: "Vediamoci chiaro").

lunedì 2 novembre 2009

Il razzismo dilagante in Italia

Ecco un articolo tratto da "La Repubblica" del 2 novembre 2009. Tutto ciò è raccapricciante!

"Aderisci e salva la stirpe bianca".
Ku Klux Klan in Italia, l'ultima follia.

L'apertura delle iscrizioni lanciata via internet con slogan deliranti.
Gli obiettivi della "lotta" sono negri, immigrati, omosessuali, ebrei.

"Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano".
Il ministro Carfagna: "Una pagliacciata pericolosa. Bloccare i messaggi incivili in rete".


«Lanciano "un appello" a chiunque, in Italia, voglia difendere "la stirpe bianca", perché "l'uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni". L'ombra del Ku Klux Klan (KKK), che, in America, riunisce xenofobi e razzisti nascosti dietro al tradizionale cappuccio bianco o colorato, si allunga anche sul nostro Paese, dove è stato fondato un "reame d'Italia". Ad animarlo, è il movimento degli "United northern and southern knights of the KKK" (l'acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan. Una "pagliacciata pericolosa", la definisce il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sopratutto se il messaggio razzista viene diffuso su Internet e può divenire accessibile ai più giovani.

Già nel 2007, il KKK mosse i suoi primi passi in Europa, con il primo "reame ufficiale". Dopo una serie di liti interne al movimento, questo venne sciolto. Fu allora che gli iscritti, prevalentemente italiani e tedeschi, si rivolsero agli United northern and southern knights (costituiti nel 2005 su impulso di un iscritto al KKK), per chiedere di essere ammessi al loro direttivo. "Dopo una breve trattativa - viene spiegato su un forum neonazista italiano, che li celebra - si decise di creare un Klan europeo parallelo e fraterno a quello americano. Questo venne convalidato e ufficialmente riconosciuto nel resto del mondo nell'agosto del 2008". A oggi, oltre alle sedi in 29 stati americani, al reame italiano, ne esiste uno tedesco, uno in Belgio e nel Regno Unito. Anche se, avvisano, "contiamo di espanderci ulteriormente nei prossimi mesi". Il coordinamento europeo è affidato a quello che viene definito "Reich" tedesco. Ogni singolo reame è autonomo, ma risponde al coordinamento europeo, che a sua volta riferisce alla casa-madre nel Michigan. Quest'anno hanno già avuto luogo due "vertici", tra i direttivi europei e quelli americani.

Nella sezione italiana del loro sito, si annuncia "l'apertura delle iscrizioni" e si lancia un appello ad aderire al movimento: "Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano".

Per aderire bisogna compilare un modulo, allegando foto a colori e copia di un documento: l'accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. All'atto dell'iscrizione si riceve il cosiddetto "libretto del periodo di prova".

La filosofia ricalca quella razzista dei "fratelli" americani: lotta e contrasto a "neri, immigrati, omosessuali" ma anche "ebrei", per dar vita ad uno Stato "bianco e cristiano". Agli ebrei, ad esempio, è tassativamente vietata l'iscrizione al movimento, perché ai Klansmen (come vengono definiti gli iscritti), interessano "solo i cristiani bianchi". "Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865", dicono nella sezione italiana del loro blog, e parlano di una "sacra missione". Una missione che può essere così sintetizzata: "La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l'ordine in questa società collassata".

Secondo questi razzisti incappucciati, che si definiscono "nazionalisti fieri di essere italiani", oggi "si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay", mentre "esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca". E via con una serie di considerazioni sui principi della superiorità della razza, alla base del credo neonazista: "Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale. Quindi acquisite orgoglio nella vostra razza".

Come diffondere i principi xenofobi del KKK in Italia? Sono loro stessi a spiegarlo: "Data la natura storica pressoché sconosciuta della nostra associazione, il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)". E, nell'ottica di questa propaganda via web, la sezione americana sta già provvedendo da tempo a inserire su Youtube i video con le loro cerimonie - inclusa quella nel corso della quale si brucia la croce.

Duri attacchi vengono rivolti anche ai gay, "colpevoli" della crisi della nostra società: "L'omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E' inutile negare che da quando è uscita dall'armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati".

Il cappuccio bianco che indossano serve a "tutelare il lavoro e la tranquilla vita quotidiana" degli iscritti: "Noi non desideriamo che i nostri membri cadano vittima di persecuzioni, aggressioni o discriminazioni", spiegano, non nascondendo il timore verso "taluni personaggi e associazioni di sinistra" che potrebbero crear loro problemi. Cercando di anticipare quanti chiedono la loro messa al bando, rispondono con una domanda: "Dicono che i Klansmen dovrebbero essere espulsi dai loro posti di lavoro militari, nella polizia, nei vigili del fuoco e da tutte le forme elette di governo. Se un Klansman dovrebbe essere licenziato dal proprio posto di lavoro perché il Klan storicamente uccise dei neri allora non sarebbe forse sensato che anche un nero lo sia poiché essi hanno maggiore attitudine all'uccidersi a vicenda più di quanto ne possa avere un Klansman?".

La condanna della Carfagna. Una "pagliacciata che può diventare pericolosa", la definisce il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna: "Ci troviamo di fronte a persone che incitano nostri cittadini a discriminare neri, omosessuali, persone dall'orientamento religioso diverso dal nostro e lo fanno su siti e canali di comunicazione internet molto utilizzati dai più giovani e visibili a tutti, compresi i bambini". Il ministro chiede l'intervento degli "organismi preposti al controllo della Rete per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili. Che, certo, non possono avere cittadinanza in un Paese profondamente democratico e maturo come il nostro". L'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento di Prestigiacomo ha allertato la Procura di Roma. E la polizia postale si è messa subito in moto: tra le piste battute c'è quella che porta negli Stati Uniti, dove potrebbe trovarsi il server del sito web».
La Repubblica, 2 novembre 2009